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Un'esperienza che ci porteremo dentro per tutta la vita.
Sono visibilmente stanchi i volontari rientrati ieri da Pizzoli, comune devastato dal terremoto dell'Aquila. Dopo una settimana di intenso lavoro nel campo, i ricordi e le emozioni sono ancora vive dentro di loro, ma soprattutto hanno ancora di fronte le immagini del centro del'Aquila, definita come una città "dopo i bombardamenti" degli aerei da guerra.
Forse, per le continue immagini che sono state trasmesse dai media, ci siamo quasi abituati a vedere tali scene di devastazione: case rivolte su se stesse, macerie, detriti, palazzi devastati..."ma viverla di persona è un'esperienza forte, impressionante, che ti lascia sgomento se si pensa con quanta violenza possa tremare la terra."
"Il lavoro nel campo è stato molto faticoso: abbiamo operato ai varchi, per controllare gli accessi al campo; come responsabili dei magazzini, per lo stoccaggio dei viveri, e come elettricisti, per la costruzione di un impianto elettrico nella struttura che dovrà ospitare l'asilo per i bambini di Pizzoli.
Il campo nel quale abbiamo operato è molto grande, e può ospitare circa 1200 persone anche se durante la giornata il numero dimiuisce perchè chi può cerca di riprendere la propria vita riavvicinandosi alle proprie case.
Le persone tentano giorno dopo giorno di riprendere la loro vita, di conquistere la normalità, ma è molto difficile, se si considera, che molti tra questi hanno perso mogli o mariti, figli e parenti. E' difficile poter dar loro forza per andare avanti. Credo che la migliore testimonianza, forse, siano proprio i volontari, che con il loro impegno quotidiano riescono a non farli sentire soli.
Durante questa settimana, abbiamo avuto modo di incontrare Bertolaso, responsabile nazionale della protezione Civile, il quale ha elogiato il nostro operato, definendo il campo di Pizzoli, un esempio da esportare.
E' stata una settimana molto intensa, della quale sicuramente porteremo il ricordo dentro di noi per molto molto tempo. un ricordo non felice, ma che ci da la consapevolezza di essere stati d'aiuto,nel nostro piccolo, agli altri che avevano bisogno."
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