Era così nove anni fa, quando a La Spezia morì il giovane Maurizio Alberti, ed è così anche oggi. I tifosi del Pisa a questo punto hanno provato a fare un passo avanti: una cinquantina di loro, aderenti ai gruppi della Curva Nord, hanno seguito un corso di primo soccorso con la Misericordia e gli stessi gruppi hanno deciso di regalare un defibrillatore da installare all’Arena Garibaldi. Secondo gli ultras, con le nuove leggi «ci sono sempre piu’ recinzioni e cancellate, costruite con la scusa di avere piu’ sicurezza quando invece ostacolano anche il semplice passaggio di un’ambulanza. Per non parlare della mancanza di medici che coprano ogni settore dello stadio: i 22 giocatori hanno a disposizione ambulanza, medici e qualsiasi altra cosa possa servire mentre per un settore di migliaia di persone queste cose sono quasi inesistenti». In passato i tifosi nerazzurri hanno sponsorizzato la costruzione di un erbolario in Messico (struttura che garantisce alle comunità locali di avere medicine, quali antibiotici o antidolorifici, ricavate dalle piante) o, guardando più vicino, associazioni come l’Agbalt e la Banca del Latte per l’acquisto di macchinari «che dovrebbero essere acquistati e garantiti dalle autorita’ sanitarie», precisano. Ma ecco la novità: un nutrito gruppo di tifosi, per sapere come intervenire in caso di malore anche nella vita quotidiana, hanno deciso di organizzare e seguire un corso di primo soccorso, trovando un’ottima accoglienza alla Misericordia di Pisa, disponibile fin dall’inizio e non solo economicamente (il corso infatti è stato svolto in maniera gratuita). Divisi in due gruppi, gli “allievi” hanno ricevuto quattro lezioni per gruppo di più di due ore ciascuna con l’aggiunta di due lezioni riguardo le problematiche delle tossicodipendenze, grazie alla disponibilità del dottor Soldani. Ed hanno scoperto che gli stadi italiani sono sprovvisti di defibrillatori, soprattutto di quelli semiautomatici, fondamentali per soccorrere una persona che presenta determinati problemi cardiaci. «E’ stata - sostengono - un’ulteriore conferma di quello che da tempo andiamo dicendo: sono dieci anni che nel chiedere giustizia per Maurizio ci battiamo per avere soccorsi adeguati negli stadi italiani, soccorritori dotati di macchinari idonei e magari anche qualche dottore. Se pensiamo a quanti soldi si sprecano nel mondo del calcio, dai giocatori e addetti ai lavori strapagati alle tv, dagli stadi attrezzati con mille telecamere, pare incredibile che non si trovino 1500 euro per acquistare un defibrillatore che in caso di malore potrebbe salvare la vita a qualcuno». Di qui, sperando che l’iniziativa si allarghi, l’idea di tentare di risolvere il problema dotando l’Arena di defibrillatori. Uno di questi, destinato alla Curva Nord, verrà donato dagli amici di Rodrigo Rota, scomparso un anno fa, grazie ai soldi raccolti al torneo disputato a Nodica in suo ricordo nelle settimane scorse. Ma un solo defibrillatore però non è sufficiente per tuttti i settori dello stadio, per cui hanno deciso di sensibilizzare il Pisa Calcio e i giocatori, oltre che gli altri tifosi: «E’ bene mettersi una mano sulla coscienza e una al portafoglio e cercare di colmare almeno a Pisa questa grave mancanza». E sotto la Curva Nord in una partita casalinga verrà allestito un banchetto per tutti coloro che vorranno contribuire personalmente all’acquisto di questi defibrillatori, che saranno poi anche a disposizione di tutti sulle ambulanze della Misericordia nei servizi quotidiani in città e provincia.