Un “test” di gestione delle emergenze costituito dagli enti locali e dalle associazioni di volontariato
Si chiama ‘Arno 2008' la grande esercitazione di protezione civile che ha avuto luogo il 7 e l'8 novembre c.m. con lo scopo di valutare l’operatività temporale d’intervento delle Associazioni di volontariato ed altri enti locali in coordinamento con l’intera organizzazione della Protezione Civile della Provincia di Pisa. L’area interessata è stato tutto il territorio che costeggia le sponde del fiume in cui veniva presupposto lo svolgimento delle operazioni di salvataggio nell'eventualità di un'onda di piena, dovuta a piogge eccezionali, dell'Arno e dei suoi affluenti, in particolare l'Era e il torrente Zambra, mettendo in crisi anche il reticolo minore con la conseguenza di allagamenti (ovviamente simulati) e quindi la necessità di mettere in sicurezza persone e strutture.L'esercitazione, promossa dalla Provincia di Pisa (con il Servizio Difesa del Suolo e Protezione Civile) ha visto la partecipazione dei Comuni di Pisa e Cascina; di Centri Intercomunali della Valdarno Inferiore, della Valdera, delle colline pisane, del Monte Pisano e della fattiva collaborazione di altri enti e associazioni, tra i quali la Regione Toscana, la Prefettura, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’ordine, il Servizio 118, l’Ufficio Fiumi e Fossi, il Consorzio di Bonifica Valdera, la Croce Rossa Italiana, la “Misericordie”, la Pubblica Assistenza e le organizzazioni volontarie di protezione civile.Obbiettivo primario era constatare la rapidità d’intervento dei vari centri operativi in caso di emergenze multiple e simultanee testando l’efficacia dei canali informativi d’allarme anche in particolari condizioni di crisi.L’attivazione dell’esercitazione ha avuto inizio nel primo mattino di venerdì 7, con l'avviso di criticità per piogge intense e temporali sull'area interessata da parte del Centro funzionale della Regione. L'aumento del livello dell'Arno ha fatto quindi scattare, alle 7 di sabato 8, l'attivazione della Centrale operativa Servizio di Piena, del Centro Situazioni della Provincia e, delle strutture di protezione civile dei Centri Intercomunali e dei Comuni. Le varie emergenze sono state affrontate sabato 8, con l'esecuzione, al fine di mitigare gli effetti della piena, di specifiche manovre sui principali impianti di deflusso lungo l'Arno, fra cui l'apertura delle cateratte dello Scolmatore con il consolidamento di argini, chiusure di tratti di viabilità, interventi di messa in sicurezza di aree allagate, di evacuazione di scuole e di ricovero della popolazione. La cessazione dello stato di crisi e allerta è avvenuta alle 16.00 circa dello stesso giorno. Le attività hanno coinvolto circa 600 persone tra addetti degli enti locali, statali e volontari; 80/90 mezzi, tra unità di servizio e di emergenza; e in alcuni casi sono entrati in gioco le stesse popolazioni residenti. Nel coordinamento degli innumerevoli compiti la “Misericordia” di Calci ha partecipato, nella giornata di sabato, con 10 volontari, una autoambulanza e due autovetture contribuendo alla presunta evacuazione della zona denominata “Baragaglia” simulando anche il soccorso di un infortunato e l’evacuazione dell’abitazione di un anziano non autosufficiente. Su richiesta dell’Amministrazione Provinciale i volontari calcesani si sono poi divisi in due nuclei di osservazione ed inviati ad ispezionare gli argini dell’Arno tra Caprona e Lugnano.