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E' arrivato il defibrillatore salvavita PDF Stampa E-mail

È stato messo sotto il porticato in via Roma davanti al municipio.

Calci primo centro abitato in Italia che ha questo apparecchio contro infarto e ictus
(tratto da"il Tirreno" del 22-12-07, 9 Pisa)


CALCI. Il più bel regalo di Natale Calci lo ha ricevuto grazie al dottor Maurizio Cecchini: è il defibrillatore salvavita piazzato nella pubblica piazza sotto il porticato in via Roma, di fronte al Municipio.

Giovedì pomeriggio l’inaugurazione in un contesto spartano e senza retorica, che vede la Valle Graziosa primo centro abitato italiano a dotarsi di un apparecchio in grado di essere impiegato 24 ore su 24 contro l’infarto e l’ictus improvviso. Al cinema teatro si è svolta la illustrazione dell’apparecchio con Cecchini a spiegare le tecnologie e la strategia, con l’ausilio anche di immagini ad hoc.  È intervenuto il sindaco Stefano Lazzerini, ha preso la parola il proposto don Pietro Pierini e ha portato la propria testimonianza Alberto Balsini, calcesano rianimato alcuni anni fa col defibrillatore per antonomasia.  La manifestazione ha avuto successo ed ha avuto un’appendice simpatica in serata presso il Pozzo di San Vito. Una settantina di persone hanno seguito con interesse il funzionamento della macchina. Non tantissima gente ma va considerato il periodo prenatalizio. Non c’era nessun medico di famiglia, seppure informati. Ma c’erano medici dell’ospedale, del 118, persone comuni, volontari della Pubblica Assistenza e della Misericordia che hanno portato anche simbolicamente il loro mezzo di soccorso. «La cosa più importante - ha rimarcato Cecchini - a parte l’importanza del progetto in se, è che abbiamo dimostrato che migliorare, oltre che giusto, è possibile. Una volta tanto un progetto è stato portato a termine come promesso». Simbolicamente il noto cardiologo ha piazzato la macchina immediatamente dopo la cerimonia e adesso essa è attiva. Non lungaggini burocratiche, non parole vaghe ma fatti concreti. La fatica c’è stata, tanta anche se pare semplice praticare due buchi nel muro e attendere un apparecchio potrebbe sembrarlo. Non è stato tanto il fatto organizzativo e il dover pensare a tutto da solo, compreso attaccare le locandine e far trovare il libro in tutti i luoghi di ritrovo del paese, quanto vedere l’indifferenza totale di chi la sanità pubblica dovrebbe gestirla ed è pagato per farlo, i sorrisetti ironici di alcuni addetti ai lavori. «Questo è fissato...». Cecchini è andato avanti e ha vinto la sua scommessa. La migliore risposta è stata data con quello che realmente adesso è divenuta realtà in una pubblica piazza italiana. Calci adesso ha addosso i riflettori anche dei mass media a livello nazionale. Cecchini ha pronunciato, applauditissimo, una frase ad effetto citando il giocatore del Milan Gattuso: «Non sono io che corro, sono gli altri che camminano». È parsa davvero calzante. Adesso tocca ai calcesani dare una mano concreta, ai commercianti in primis e alle realtà economiche, oltre le istituzioni: non è giusto addossare all’ideatore del progetto e all’autore della meritoria pubblicazione del libro le spese ed i costi. L’opera è troppo importante ed oltretutto è stata realizzata per il bene superiore di tutti, la salute.
 
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